Nell’ultimo post, dove vi raccontiamo del cambio di sede e fornitore, vi avevamo suggerito di tenere i piedi a terra e il luppolo in canna per la nuova birra targata Birrificio Pontino.

L’attesa è finita, perché il 19 febbraio presenteremo ufficialmente HOPMACHINE: un mitra a fiori di luppolo pronto a sparare emozioni per i vostri palati. Con HOPMACHINE siamo andati indietro di oltre un secolo, nel periodo pre-preibizionista statunitense. Caratterizzato, a nostro avviso, da forti cambiamenti e sperimentazioni: due aspetti che stanno segnando anche il nostro presente.

Quattro diverse tecniche di luppolatura — Wort HOP, Continuous Hop, Late HOP (anche nel Whirpool), Dry Hopping — e tre diverse tipologie di luppoli australiani: Topaz, Ella, Galaxy. Seguendo la strada segnata a suo tempo dai brewers statunitensi della costa orientale di origine tedesca a cavallo tra ‘800 e ‘900, siamo partiti da un malto Maris Otter cui abbiamo aggiunto del mais. Questo per dar vita ad una birra di media-alta gradazione, che mantenga la rotondità–per noi essenziale e tipica del malto ‘pale ale’—e dove l’aggiunta del mais serva ad alleggerirne la bevuta. Sono poi i tre luppoli australiani a plasmare un aroma che vuole essere floreale e, in particolare tropicale, con note fresche e speziate tipiche dell’anice stellato.

“Il passato è alle nostre spalle adesso, ora dobbiamo crescere, la strada per l’inferno è davanti a noi.” MIKEY KNOX (Natural Born Killers)

 

PRESENTAZIONE
HOPMACHINE verrà presentata ufficialmente venerdì 19 febbraio presso i seguenti locali:

  • Birra + – Via del Pigneto 105, Roma.
  • BrewDog Roma – Via delle Terme di Tito 80, Roma.
  • Cheers Pub – Via Neghelli 9, Latina.
  • Old Spirit Authentic Football Pub – Via G. Pizzi 91, San Benedetto del Tronto (AP).

Il 19 febbraio 1881 il Kansas diventa il primo Stato degli Stati Uniti d’America a vietare tutte le bevande alcoliche. Noi del Birrificio Pontino brinderemo con #HOPMACHINE contro ogni proibizione! #hopmachine #birrificiopontino #noproibizioni

WARNING: HOPMACHINE provoca dipendenza! 

 

PERCORSO e CENNI STORICI per i più curiosi. 
Come vi abbiamo sempre scritto e raccontato, per noi brassare una birra rappresenta un percorso di ricerca intimamente legato al nostro percorso umano e professionale. Non fa eccezione HOPMACHINE, che arriva a inaugurare un nuovo anno e un periodo di cambiamenti. Quindi, per i curiosi che sono arrivati fin qui, alcuni riferimenti storici e motivi che ci hanno spinto a viaggiare nel tempo per dar vita a una birra che potremmo definire per tipologia una Extraordinary Pale Ale.

Storia
L’Emendamento XVIII alla costituzione statunitense — Eighteenth Amendment — che proibisce rendendo illegale la produzione, il trasporto e la vendita di alcolici è del 1917, anno in cui gli Stati Uniti d’America dichiarano guerra alla Germania di Guglielmo II. Nel 1919 l’emendamento viene ratificato in ogni Stato, cambiando di fatto l’intero ciclo produttivo degli alcolici. Storicamente, quindi, il periodo che precede il 1919 è denominato ‘pre-preibizionista’. Noi abbiamo cercato di immergerci in un momento storico caratterizzato da forti cambiamenti, soprattutto sociali, politici e economici, cercando di capire cosa volesse dire pre-preibizionismo nel mondo birraio, andando quindi a carpirne i tratti distintivi e più originali.

Tra il 1830 e il 1848, anno di grandi rivoluzioni in Europa e ricordato oggi come primavera dei popoli, sono in migliaia, soprattutto tedeschi, austriaci e polacchi a trovare rifugio negli Stati Uniti, andando così ad incrementare una comunità già presente e molto attiva nell’arte brassicola. È in quel finire di secolo, lungo l’intera costa orientale statunitense che i mastri birrai tedeschi e statunitensi danno vita ad una diversa modalità di brassare. In particolare, introducendo l’aggiunta di mais al malto Pale Ale, che fino ad allora aveva contraddistinto una produzione simile a quella dell’ex madre patria. Stando ad alcune fonti storiche, già nel 1857 la produzione di Lager con aggiunta di altri cereali come il mais era riuscita a scalzare quella della più ‘tradizionale’ Pale Ale. Diversi birrai decisero quindi di aggiungere mais e/o altri cereali anche per la produzione di birre Ale per renderne più morbido e fruttato il sapore. L’utilizzo di aggiuntivi facilitava inoltre anche l’imbottigliamento, oltre a ridurre sensibilmente i costi di produzione.

Il 1870 segna per gli storici l’inizio della seconda rivoluzione industriale. La costa orientale del ‘Nuovo Mondo’, da Boston — una sorta di Mecca della birra nazionale — a Baltimora, è un fiorire, anche per la produzione birraia. Nel ventennio 1870-1890 saranno 22 i nuovi birrifici che si aggiungono ai cinque maggiori già presenti nella sola Boston. Nello Stato del Delaware, schiacciato tra Maryland e New Jersey, saranno altri marchi, come John Hartmann and John Fehrenbach, e diversi birrai tedeschi a dar vita ad una produzione in continua evoluzione. A cavallo tra i due secoli la gran parte dei birrifici della costa est statunitense è in mano a birrai di origine tedesca, il cui obiettivo resta sempre lo stesso: brassare una birra dal sapore pieno e ben luppolata e che risponda alle esigenze dei gusti di una società in continuo cambiamento. Successivamente, proibizionismo e primo conflitto mondiale non aiuteranno la comunità tedesco/statunitense. Tredici anni di negazione e produzione clandestina, associati anche ad una crisi sociale e politica, esplosa con le rivolte del 1920, avrebbero fortemente influenzato anche la crescente produzione birraia statunitense.

 

SCHEDA 
Nome: HOPMACHINE
Alc. 7%
Luppoli: Topaz, Ella, Galaxy.
Malto: Maris Otter (pale ale) + Mais
Tipologia: Extraordinary Pale Ale
IBU: 100
Frase in etichetta: “Il passato è alle nostre spalle adesso, ora dobbiamo crescere, la strada per l’inferno è davanti a noi.” MIKEY KNOX (Natural Born Killers)

TECNICHE USATE
Mash: tecniche pre-proibizioniste, utilizzando mais in aggiunta a malto Maris Otter per alleggerire la bevuta.
Luppolatura: Wort HOP, Continuous Hop, Late HOP (anche nel Whirpool), Dry Hopping.